Luchini interpreta solitamente ruoli "antipatici", ma che poi diventano affascinanti, regalando sfacettature umane, più vere e finalmente complesse.


È sempre un momento delicato quando la cinepresa entra in una scuola; ancora di più se la scuola in questione è una scuola dell’infanzia, frequentata da bambini piccoli.
Il film Una Scuola Italiana, di Angelo Loy e Giulio Cederna (2010), è stato girato nella Scuola dell’Infanzia Carlo Pisacane di Roma, situata nel quartiere periferico di Torpignattara.
La scuola è frequentata da molti bambini figli di genitori migranti. La percentuale è altissima e si scontra con le nuove disposizioni Ministeriali che prevedono di abbassare al 30% il numero di alunni stranieri nelle classi italiane.
Il film, nato per rispondere al provvedimento, è una risposta concreta. Mostra e documenta, infatti, la realtà scolastica quotidiana: i momenti di lavoro, il gioco. Permette di ascoltare le conversazioni dei bambini, gli scambi e le profonde riflessioni delle insegnanti.
Che scuola meravigliosa, si pensa durante la visione del film: i bambini vengono rispettati e ascoltati. Alla fine, non ci si stupisce troppo quando sentiamo dire da una maestra: “L’integrazione arriva da loro, dai bambini”.